Getullio Sannipoli, operaio di 54 anni e’ morto investito da un autocarro davanti al cancello d’ingresso del cementificio di Gubbio dove lavorava.
Getullio Sannipoli, operaio di 54 anni e’ morto investito da un autocarro davanti al cancello d’ingresso del cementificio di Gubbio dove lavorava.
Umberto Biondini,operaio di 62 anni, è morto in una cava tra San Lorenzo e San Faustino al centro della quale c’è un lago artificiale: mentre era alla guida di una ruspa, il mezzo si è rovesciato all’interno del lago schiacciando l’uomo.
Un incidente sul lavoro diretta conseguenza del maltempo, si e’ verificato nel pomeriggio a Colle San Lorenzo di Narni, mentre era in atto un violentissimo temporale. Per le forti raffiche di vento un silos di una azienda edile, e’ stato sollevato e fatto cadere a terra investendo un operaio che e’ deceduto.
Andrea Angelucci, maresciallo dei carabinieri, è morto all’ospedale di Foligno in seguito alle ferite riportate i giorno prima per essere stato travolto da un auto in fuga.
Un uomo di 61 anni è morto mentre stava lavorando in un campo di sua proprietà, ribaltandosi con la motozappa.
Angelo Quadraccia, 51 anni, è morto annegato in un tombino stava lavorando ad un guasto all’acquedotto a Montecchio.
Si è appoggiato con una piccola piattaforma ai fili elettrici: così è morto, folgorato, un imprenditore di 61 anni di Gualdo Tadino, mentre stava potando delle piante in una villa privata nella località di Sigillo. A finire a contatto con la rete elettrica è stato un cestello sollevato da un braccio meccanico di un autocarro. La vittima era stata ingaggiata per una normale lavoro di ripulitura di alcune piante ad al alto fusto che si trovavano nel giardino della villa.
Un uomo di 73 anni e’ morto travolto dal crollo di un muro di una casa colonica in ristrutturazione. Le macerie hanno sepolto quasi completamente l’uomo, morto sul colpo.
Fonte
Giovanna Bacchettini, 35enne, è finita nel tritaforaggi che trancia la paglia, presumibilmente trascinata e inghiottita dai rulli del macchinario mentre spingeva il materiale con l’ausilio di un forcone.
Un sessantatreenne di Todi è morto in un terreno agricolo nella zona di Marsciano dove era in corso la raccolta del tabacco. Secondo una prima ricostruzione è stato ucciso da una delle macchine utilizzate. L’incidente è avvenuto in località Rigaldo, lungo la strada che collega Marsciano a Papiano.
E’ morto Simone Tedeschi presso una azienda di Bettona. Stava movimentando un carroponte quando all’improvviso si è staccata una fune d’acciaio e gli è caduto il carico addosso.
Un agricoltore è precipitato con il suo trattore in un dirupo di 30 metri mentre stava lavorando, rimanendo schiacciato dal mezzo. E’ accaduto in localita’ Pozzo, nel comune umbro di Gualdo Cattaneo, in prossimita’ della centrale Enel.
Ad Acquasparta, un uomo di 73 anni, Angelo Sperandei, è deceduto in seguito al ribaltamento del trattore con il quale stava lavorando in un suo appezzamento di terreno. L’anziano sarebbe rimasto schiacciato dal mezzo agricolo e a nulla sono valsi i soccorsi.
E’ morto dopo essere precipitato dal tetto del castello di Parrano dove stava eseguendo lavori idraulici, forse per la sistemazione di alcune grondaie o canale. La vittima è un operaio di 28 anni. Il giovane, originario di Città della Pieve ma residente a Perugia, è caduto da un’altezza di circa 20 metri.
E’ morto all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia Sildo Nicolini l’operaio perugino di 52 anni caduto da un’impalcatura. L’incidente sul lavoro e’ avvenuto oggi in un cantiere edile di Tordandrea di Assisi per la ristrutturazione di un residence. L’uomo – secondo i carabinieri – verso le 13,30 era caduto da una impalcatura, dall’altezza di circa dieci metri. L’impalcatura sarebbe stata colpita dal cestello di una gru in movimento, facendo cosi’ precipitare l’operaio.
Un operaio, Roberto Renzini, 31 anni, è morto in seguito ad un incidente sul lavoro avvenuto a Ponte d`Assi, nei pressi di Gubbio presso la ditta “auto demolizioni Ciliegi”, addetta allo smaltimento di materiale ferroso. L’episodio intorno alle 15,30, quando l’operaio era intento, insieme al padre e ad altri tre colleghi, a scaricare il materiale, tra cui due bombole di anidride carbonica, dall’autocarro di sua proprietà. Dopo aver terminato le operazioni senza problemi, ecco che avviene l’impensabile. Una delle due bombole, probabilmente danneggiatasi nella caduta, perde la valvola di sicurezza, il gas che ne fuoriesce funge da reazione e l’oggetto, pesante circa 60-70 chilogrammi, si proietta improvvisamente e a grande velocità verso il povero Roberto, che muore sul colpo dopo essere stato colpito al torace.
La maledizione continua per l’azienda ThyssenKrupp, un’altra morte bianca.
Ieri intorno alle 9.30 un operaio della Misp Automation di Stroncone Umberto Aloe, 59 anni originario di Napoli, è stato coplito al petto dal braccio meccanico della scavatrice e, dopo un’agonia durata 6 ore, è deceduto all’Ospedale Santa Maria di Terni.
L’azienda per cui Aloe lavorava, stava opernado all’interno dell’AST per custruire una via di fuga a servizio della linea impiantistica del reparto Pix, reparto che opera nella laminazione dell’acciaio inossidabile.
Durante i lavori il bracio meccani è “impazzito” sferrando due micidaili colpi al corpo di Umberto Aloe, scaraventandolo all’interno degli scavi. Il guasto è stato probabilmente causato dalla perdita di pressione dei pistoni idraulici del braccio meccanico, anche se la Procura della Repubblica ha aperto un’indagine per stabilire le effettive cause e le dinamiche dell’incidente.
Anche il corpo di Umberto Aloe dovrà essere sottoposto ad autopsia in modo da verificare l’effettive cause della morte anche se le sue condizioni erano apparse subito disperate. Portato d’urgenza al Santa Maria, i medici hanno riscontrato due fratture edun truma da schaicciamento toracico che ha causato gravi danni interni come spappolamento della milza e di parte dell’intestino oltre a una copiosa emorragia che è stata l’effetiva causa della morte.
Appena avvenuto l’incidente si è subito sparsa la voce all’interno della Thyssen tra gli operai che vivono tutt’ora questa maledizione che sembra non conoscere fine e che mete le sue vittime anche tra chi, come Umberto Aloe e la Misp Automation, lavorava per la salvaguardia degli operai sul posto di lavoro. La ditta stava infatti lavorando ad un tunnel di fuga che avrebbe permesso agli operai della linea Pix la fuga dal capannone in caso di pericolo.
Un ricordo, una riflessione, una preghiera