Carlo Schiavon, 43 anni, è morto all’ospedale di Padova dov’era ricoverato da venerdì scorso in rianimazione in seguito ad un’intossicazione da acidi dovuta alla verniciatura di una cisterna nell’azienda di sua proprietà.
Carlo Schiavon, 43 anni, è morto all’ospedale di Padova dov’era ricoverato da venerdì scorso in rianimazione in seguito ad un’intossicazione da acidi dovuta alla verniciatura di una cisterna nell’azienda di sua proprietà.
Maurizio Biancalani, 48 anni, co-titolare di una ditta che produce materiale plastico, ha perso la vita schiacciato da un carico a Quarrata.
Idrissi Aaatouf Muolay Merouane, di 32 anni, è deceduto al Centro specializzato in grandi ustioni del Cto di Torino, per le gravi ustioni riportate nell’incendio verificatosi nella fabbrica di Spinetta Marengo (Alessandria), mentre era in corso il travaso di vernice in una cisterna.
Tre operai sono morti all’interno degli impianti della raffineria Saras a Sarroch (Cagliari). I tre si trovavano in un ambiente chiuso che si sarebbe saturato di esalazioni tossiche.
Gigi Solinas, 26 anni, è entrato per primo nell’accumulatore di gasolio, tenuto all’esterno con una corda da Gianluca Fazio, 30 anni, unico sopravvissuto della squadra impegnata nella manutenzione. Fazio, accortosi che il suo collega stava accusando un malore, ha tentato di estrarlo dalla cisterna, mentre un altro operaio, Renato Porcu, che si trovava nelle vicinanze, ha chiesto l’aiuto degli altri due manutentori, in attesa all’esterno dell’impianto, come previsto dalle procedure di sicurezza. Bruno Muntoni, di 56 anni e Daniele Melis, di 28, si sono precipitati all’interno per tentare di soccorrere i colleghi: il primo è morto all’istante, il secondo, nonostante indossasse una maschera di protezione dai vapori organici, è deceduto pochi istanti dopo.
Tre operai sono morti all’interno degli impianti della raffineria Saras a Sarroch (Cagliari). I tre si trovavano in un ambiente chiuso che si sarebbe saturato di esalazioni tossiche.
Gigi Solinas, 26 anni, è entrato per primo nell’accumulatore di gasolio, tenuto all’esterno con una corda da Gianluca Fazio, 30 anni, unico sopravvissuto della squadra impegnata nella manutenzione. Fazio, accortosi che il suo collega stava accusando un malore, ha tentato di estrarlo dalla cisterna, mentre un altro operaio, Renato Porcu, che si trovava nelle vicinanze, ha chiesto l’aiuto degli altri due manutentori, in attesa all’esterno dell’impianto, come previsto dalle procedure di sicurezza. Bruno Muntoni, di 56 anni e Daniele Melis, di 28, si sono precipitati all’interno per tentare di soccorrere i colleghi: il primo è morto all’istante, il secondo, nonostante indossasse una maschera di protezione dai vapori organici, è deceduto pochi istanti dopo.
Tre operai sono morti all’interno degli impianti della raffineria Saras a Sarroch (Cagliari). I tre si trovavano in un ambiente chiuso che si sarebbe saturato di esalazioni tossiche.
Gigi Solinas, 26 anni, è entrato per primo nell’accumulatore di gasolio, tenuto all’esterno con una corda da Gianluca Fazio, 30 anni, unico sopravvissuto della squadra impegnata nella manutenzione. Fazio, accortosi che il suo collega stava accusando un malore, ha tentato di estrarlo dalla cisterna, mentre un altro operaio, Renato Porcu, che si trovava nelle vicinanze, ha chiesto l’aiuto degli altri due manutentori, in attesa all’esterno dell’impianto, come previsto dalle procedure di sicurezza. Bruno Muntoni, di 56 anni e Daniele Melis, di 28, si sono precipitati all’interno per tentare di soccorrere i colleghi: il primo è morto all’istante, il secondo, nonostante indossasse una maschera di protezione dai vapori organici, è deceduto pochi istanti dopo.
Alla stabilimento petrolchimico di Gela, Salvatore Vittorioso, operaio di 34 anni, è morto dopo essere stato investito dall’esplosione di una apparecchiatura sotto pressione. A provocare il decesso sono state le fiamme uscite da un forno dopo che era caduta la porta.
Gerlando Tedesco, 32 anni, di Agrigento, impiegato alla “Riplast”, un’azienda che si occupa di riciclaggio della plastica, è morto schiacciato dal muletto che stava guidando dopo essersi ribaltato in un dirupo.
Due lavoratori sono morti bruciati in una fabbrica di gomma di Sasso Marconi, nel Bolognese. A morire carbonizzati per una fiammata seguita a una esplosione in un capannone della MarconiGomme, sono stati il direttore tecnico e commerciale dell’ azienda, Fabio Costanzi, 56 anni, e un operaio indiano di 46 anni, Iadav Ramjaz. I due stavano caricando la macchina quando è avvenuta l’ esplosione e poi il fuoco li ha avvolti.
Due lavoratori sono morti bruciati in una fabbrica di gomma di Sasso Marconi, nel Bolognese. A morire carbonizzati per una fiammata seguita a una esplosione in un capannone della MarconiGomme, sono stati il direttore tecnico e commerciale dell’ azienda, Fabio Costanzi, 56 anni, e un operaio indiano di 46 anni, Iadav Ramjaz. I due stavano caricando la macchina quando è avvenuta l’ esplosione e poi il fuoco li ha avvolti.
Francesco Bellagotti di 32 anni, è morto in un incidente sul lavoro avvenuto nello stabilimento Solvay di Rosignano. Sceso dalla ruspa per controllarla è stato travolto dalla benna che si è staccata dal mezzo.
E’ morta Diana Cromaz, 37 anni, dipendente della Artwood di Moimacco (Udine), rimasta gravemente ustionata nel settembre scorso a seguito di un incidente sul lavoro. Non è sopravvissuta alle ferite riportate. La donna era stata investita da un’improvvisa fiammata mentre stava lavorando con del solvente.
Un ricordo, una riflessione, una preghiera