Mario Marinelli, imprenditore di 63 anni, è morto nella sua officina a Montemarciano (Ancona), colpito alla testa dal braccio meccanico di un apparecchio industriale.
Mario Marinelli, imprenditore di 63 anni, è morto nella sua officina a Montemarciano (Ancona), colpito alla testa dal braccio meccanico di un apparecchio industriale.
Evaristo Fabrucci, operaio di 59 anni della Titancall di Galazzano (San Marino) è morto in ospedale a Cesena, dopo essere stato travolto da un carico di materiale ferroso sospeso del peso di circa 300 chilogrammi
Domenico Di Giovannantonio, 70 anni, è morto schiacciato dal ponte elevatore della sua officina meccanica situata a Castelnuovo Vomano.
Giovanni Natale, 43 anni, capo officina, è morto per essere precipitato da una piattaforma mobile in avaria in una azienda a Chieti.
Luciano Runco, operaio verniciatore di 56 anni, è morto travolto da una trave in ferro mentre lavorava in una azienda metalmeccanica a Martellago.
Antonino Di Diego, operaio di 34 anni, mentre stava facendo una saldatura presso una azienda di carpenteria di Vignole Borbera, è morto travolto da una pesante struttura di ferro.
Gianni Macchi, operaio di 53 anni, è morto all’ospedale di Legnano per le ferite riportate due giorni prima in incidente sul lavoro avvenuto in un’azienda di Gorla Maggiore: il braccio di Macchi è stato risucchiato da un tornio.
Giuseppe Gorgoglione, operaio di 22 anni, è morto schiacciato da un cancello durante i lavori di ampliamento di un capannone industriale a Barletta: Gorgoglione stava aprendo il cancello che è fuoriuscito dai binari cadendogli addosso e schiacciandolo.
Luigi Morganella, 32 anni, operaio, è morto mentre stava riparando un mezzo agricolo nel piazzale di un’officina a Pesco Sannita: il braccio meccanico del mezzo è caduto e ha colpito l’operaio sulla testa.
Corrado Cerini, operaio di 31 anni, addetto al collaudo degli impianti, è morto riverso in una vasca di azoto liquido all’interno dell’azienda Vanessa, a Lugagnano, che produce valvole e controlli. L”uomo potrebbe essere soffocato dalle esalazioni di azoto, forse dovute a una perdita di una valvola: è quindi caduto all’interno del vascone dove era presente uno strato di azoto liquido a temperatura bassissima.
Walter Gioannini, 39 anni, titolare della ditta “Mcn” è morto dopo tre giorni di ricovero nel reparto di rianimazione dell’ospedale Cto di Busano. Gioannini stava eseguendo alcuni lavori di manutenzione ad una pressa quando è scivolato dalla scala metallica sulla quale stava operando, cadendo per oltre due metri e mezzo e battendo violentemente il capo al suolo.
Sergio Ruggin, 59 anni, dipendente di una ditta di carpenteria metallica, è morto mentre lavorava in un capannone in strada Dogado nella zona industriale di Adria: Ruggin è caduto dal tetto del capannone, su cui era appena salito col sollevatore per sostituire delle lastre di fibro- cemento.
Salvatore Ventrici, meccanico di 49 anni, è morto schiacciato dal cassone del camion che stava cercando di riparare in una officina di Poggio Piccolo, zona industriale di Castel Guelfo: aveva infilato la testa tra cassone e pneumatici probabilmente per individuare il guasto, quando il cassone gli e’ caduto addosso schiacciandogli il capo.
Un operaio di 32 anni, di origine egiziana, è morto all’ospedale Maggiore di Bologna dove è stato trasportato d’urgenza in mattina per un incidente sul luogo di lavoro. L’uomo è stato colpito da una lastra di alluminio partita da un macchinario.
Dopo tre giorni di agonia con ustioni su oltre il 90 per cento del proprio corpo, è morto Vincenzo Vuolo, operaio di 32 anni, per le gravissime ustioni da folgorazione riportate nel corso di un incidente sul lavoro avvenuto lunedì 16 febbraio nell’area deposito Carpenfer in via Schito dove lavorava come carpentiere: il braccio meccanico di una gru aveva urtato i cavi dell’alta tensione sovrastanti scaricando sull’uomo 50000 volt.
Un operaio di 48 anni è morto nella ditta Zi.De. a Cadelbosco Sopra: mentre si trovava nel reparto cromatura, è rimasto schiacciato tra il forno essiccatoio e il cestello delle viti che sopraggiungeva sulla linea di produzione.
Un ricordo, una riflessione, una preghiera